Il Presidente dell’Unione Nazionale dei Cavalieri d’Italia sezione provinciale di Monza e Brianza al Palazzo del Consiglio dei Dodici a Pisa

PISA – Il Chiarissimo Cavaliere Professore al Palazzo del Consiglio dei Dodici, durante i festeggiamenti di San Raneri, ha consegnato ad alcuni Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana il diploma dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia; nel corso della mattinata ha illustrato agli ospiti, Cavaliere Gianni Merola e Cavaliere Dottore Ezio Papa, nell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano alcuni aspetti della faleristica esposta nelle teche del pregevole Salone degli stemmi. Presenti il Professore Salvatore Gioacchino Rizzo, referente O.T.I. dell’U.N.C.I. Monza e Brianza, con il Grand’Ufficiale Francesco Lapucci –Ufficiale dell’O.M.R.I. Commendatore dell’Ordine di San Giuseppe e Commendatore con Placca dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme– che ha aperto il portone quale Guardia Palatina della sede agli Accademici intervenuti.

Palazzo del Consiglio dei Dodici, già sede del gran magistero del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire ed oggi dell'Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, Piazza dei Cavalieri, Pisa

Palazzo del Consiglio dei Dodici, già sede del gran magistero del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire ed oggi dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, Piazza dei Cavalieri, Pisa

Il Palazzo nel corso dei secoli -fu, per certi versi, la cartina a tornasole del governo pisano- cambiò nome a seconda della magistratura che ospitò: dapprima “Palazzo dell’Archivio e della Cancelleria”, durante il periodo medioevale, divenne “Palazzo dei Priori”, successivamente alla conquista fiorentina -che avvenne nel 1409- sino a diventare il “Palazzo del Consiglio dei Dodici” quando entrò a far parte del patrimonio immobiliare del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire. È dunque con la Sacra Militia stefaniana che il Palazzo divenne la sede del Consiglio dei Cavalieri di Dodici membri che difatti erano l’organo di governo dell’Ordine.

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Il Cavaliere Professore ALESSIO VARISCO, Presidente dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia sezione provinciale Monza e Brianza, conferisce la pergamena al Cavaliere GIANNI MEROLA alla presenza dell’Ufficiale FRANCESCO LAPUCCI, Guardia Palatina dell’Istituzione di Santo Stefano in Pisa.

Il palazzo sorge sulla Piazza dei Cavalieri a Pisa, ideata da Giorgio Vasari, sul finire del XVI secolo venne ristrutturato da Pietro Francavilla -non soltanto architetto, ma anche scultore che lasciò la Statua di Cosimo I dinanzi il vicino palazzo della Carovana-, che lo rese più uniforme agli altri edifici circostanti, aumentandone l’altezza e arricchendone lo stile delle decorazioni, tipicamente tardo-rinascimentale. Dal fregio del cornicione leggiamo che i lavori si conclusero nell’anno 1603, regnante il Granduca Ferdinando I de’ Medici –si legge «Ferdinando Magno Dvce Etrvriae tertio s.p.q.p. pvb aedes Magnif: instavrandas cvravit a sal MDCIII»-. I Cavalieri stabilirono qui il loro tribunale, come ricorda anche l’iscrizione che sovrasta il portale principale, soltanto nel 1691 quando i priori si trasferirono a Palazzo Gambacorti -sul Lungarno Gambacorti fra le vie Toselli e Degli Uffizi, all’altezza dell’imbocco meridionale del Ponte di Mezzo-.

Un intonaco arancio rosato caratterizza attualmente la facciata sul quale spiccano le decorazioni in marmo bianco che rimarcano i contorni dei rinforzi angolari, del cornicione, delle cornici delle finestre, del portale affiancato da due colonne, delle aperture balaustrate al piano nobile, delle cornici marcapiano ed anche del pregevole stemma che indica il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire (tipica del periodo del gran magistero dei granduchi de’ Medici).

Questo magnifico palazzo contiene al suo interno numerose opere d’arte tra cui il busto di Ferdinando I -del XVI secolo-, nella Sala degli Stemmi al primo piano un frammento dell’affresco dell’Assunta -dagli storici dell’arte attribuito alla scuola di Domenico Ghirlandaio– e soprattutto il Salone dell’Udienza dalle pareti completamente affrescate dai maestri Antonio Giusti e Pietro Paolo Lippitra il 1681 e il 1683- con temi marinareschi e il fantastico soffitto intagliato nel 1602, opera di Ventura Salimbeni, dorato e dipinto con le “Virtù cardinali”; oggi al centro del soffitto della sala si trova il “Trionfo di Santo Stefano” eseguito dal maestro Giovanni Camillo Gabrielli nel 1692-, che sostituì il “Trionfo di Pisa del Salimbeni dopo che l’edificio divenne di proprietà del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire. Oggi è la sede dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano ed ospita convegni internazionali sulla storia della Sacra Militia e della marineria italiana, in particolare quella toscana di epoca granducale.

Il Cavaliere Dottore EZIO PAPA riceve dal Cavaliere Professore ALESSIO VARISCO, Presidente dell'Unione Nazionale Cavalieri d'Italia sezione provinciale Monza e Brianza, la pergamena nel Palazzo del Consiglio dei Dodici

Il Cavaliere Dottore EZIO PAPA riceve dal Cavaliere Professore ALESSIO VARISCO, Presidente dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia sezione provinciale Monza e Brianza, la pergamena nel Palazzo del Consiglio dei Dodici

Al termine della mattinata, dopo un pranzo, i due Cavalieri hanno accompagnato il Chiarissimo Cavaliere Professore Alessio Varisco presso il Museo dei Paracadutisti di Pisa ove ha potuto svolgere l’esegesi faleristica delle pregevoli decorazioni contenute nelle sale 15 sale espositive tematiche, molto ben realizzate disposte in ordine cronologico. Nel suo insieme il Museo occupa una superficie di oltre 700 metri quadrati e raccoglie ben oltre tremila pezzi che perpetuano la memoria della “Folgore” e dei paracadutisti italiani durante le guerre e, soprattutto, nelle operazioni umanitarie internazionali.

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Accademia di ricerca
"Domus Templi"

Direzione scientifica:
Dott.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco
Prof.ssa Teodolinda Varisco

Preside:
Mº Prof. Alessio Varisco

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Titolo I Templari nell'Alta Lombardia
Autore Alessio Varisco
Pagine 384
Formato 16,5 x 24,0 cm
Legatura Brossura
ISBN 978-88-6433-802-6

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