La Costituzione Italiana a 70 anni dalla sua emanazione: prefazione del Presidente Lions Club Carate Brianza Cavalieri

Carissimi, eccovi il testo della Costituzione Italiana che quest’anno festeggia il suo settantesimo anno dalla sua promulgazione.

Cosa dire? Soprattutto che è testo basilare e vitale per l’esistenza repubblicana, frutto dell’appassionata ricerca della Libertà, voluta poco dopo il termine della Seconda Guerra Mondiale dai padri costituenti. Essa raccoglie i diversi “punti di vista” dei partiti che componevano il Parlamento Italiano e soprattutto è il segno visibile e tangibile dell’italianità che si esprime nel rispetto degli altri, nel ripudio della guerra e nella pacifica coesistenza.

Inizierei con il grande filosofo Aristotele che lancia un monito a chi intende governare: «quelli che hanno in animo di occupare le più alte cariche di governo devono possedere tre doti: innanzitutto, attaccamento alla costituzione stabilita, in secondo luogo una grandissima capacità nelle azioni di governo, in terzo luogo virtù e giustizia».

Sergio Mattarella, dodicesimo Capo dello Stato, celebrando il “Giorno della memoria” il 25 gennaio 2018 così si esprime: «la Repubblica italiana, forte e radicata nella democrazia, non ha timore nel fare i conti con la storia d’Italia. La Repubblica non dimentica né nasconde quanto di terribile e di inumano è stato commesso nel nostro Paese con la complicità di organismi dello Stato, di intellettuali, giuristi, cittadini, asserviti a una ideologia nemica dell’uomo. La Repubblica e la Costituzione sono il baluardo perché tutto questo non possa più avvenire».

Il giurista e politico Pietro Calamandrei sottolinea che: «la Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare». Un altro giurista italiano, Giudice Costituzionale -dal 1995 al 2004- e Presidente della Corte costituzionale nel 2004, Gustavo Zagrebelsky si esprime in maniera assai chiara nel suo libro: “le idee racchiuse in se stesse s’inaridiscono e si spengono. Solo se circolano e si mescolano, vivono, fanno vivere, si alimentano le une con le altre e contribuiscono alla vita comune, cioè alla cultura» [“Fondata sulla cultura: Arte, scienza e Costituzione”].

Il nostro sistema normativo prevede che i principi cardine della nostra convivenza siano contenuti in una Carta, i latini la chiamerebbero “Magna Charta”, che raccoglie i vari precetti, coi vari diritti e doveri in un testo legislativo scritto. La scelta è comune all’esperienza di civil law e a quella di common law, con la grande eccezione del Regno Unito, paese nel quale la Costituzione è in forma orale (tranne alcuni documenti specifici come la Magna Carta, l’Act of Settlement, la Petition of Right e il Bill of Rights).

Platone sottolinea che «prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, fatevi regnare l’ordine, l’armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime che vi assomigliano e passate all’azione».

Leggere queste pagine significa immergersi nella storia della Repubblica Italiana, nei suoi desideri, nelle sue certezze, sin dagli albori, nel grido di speranza dopo un ventennio totalitario, in un sogno di “demo-crazia” (che in greco significa “governo del popolo”) dopo anni di guerre. Riecheggia ogni volta che leggo ai ragazzi più grandi di voi queste magnifiche pagine, memorabili e trasudanti speranze conquistate con la lotta, le parole di Sandro Pertini –che fu settimo Capo di Stato della Repubblica Italiana dal 9 luglio 1978 al 29 giugno 1985- e che sperimentò il carcere, il confino e fu partigiano per liberare l’Italia dai nazifascisti: «dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi». Queste parole -pronunciate durante il “Messaggio di fine anno agli Italiani, Quirinale 1979”- ci confortino e sappiano indicarci sempre la giusta via da seguire, anche nei momenti di difficoltà, di incertezza, di fatica, per comprendere che grandi personaggi, così come immote figure, scontornate dalla loro normalità, dai loro affetti, dalla loro quotidianità hanno perso per noi la vita ed è grazie a loro che siamo una Repubblica! Ne sono certo e voglio sottolineare, con urgenza, le parole struggenti di Piero Calamandrei poste sulla “Lapide ad ignominia”: «morti e vivi collo stesso impegno / popolo serrato intorno al monumento / che si chiama / ora e sempre / RESISTENZA». E da quell’impegno diuturno, che tentò di porre freno alla violenza del “regime unico”, sappiamo che la ricerca fu incredibile, tanto che: «il popolo italiano consacra alla memoria dei fratelli caduti per restituire all’Italia libertà e onore la presente Costituzione». Un testo che nasce dall’impegno per riscattare i sopraffatti, per limitare i violenti, per aiutare gli esclusi, per dar voce ai giusti!

Purtroppo quello slancio, quell’ardore, quella grande spinta propulsiva occorre tenerla viva, rinfocolarla perché: «la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità; […] una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. [Pietro Calamandrei]

Dal messaggio al Parlamento il giorno del Giuramento nelle vesti di Presidente della Repubblica dell’On. Carlo Azeglio Ciampi il 18 maggio 1999: «l’unità degli italiani è oggi specialmente necessaria per affermare davanti a tutti i popoli la nostra naturale vocazione, consacrata nella Carta costituzionale, a operare concretamente per la pace, sempre e in ogni luogo».

Alessio Varisco,

Presidente del Club Satellite “Carate Brianza Cavalieri”

Il Sindaco di Aicurzio con Assessore, Segretario U.N.C.I. Monza e Brianza e Presidente Club Satellite Carate Brianza Cavalieri

Il Sindaco di Aicurzio con Assessore, Segretario U.N.C.I. Monza e Brianza e Presidente Club Satellite Carate Brianza Cavalieri

Lascia un commento

Accademia di ricerca
"Domus Templi"

Direzione scientifica:
Dott.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco
Prof.ssa Teodolinda Varisco

Preside:
Mº Prof. Alessio Varisco

In evidenza

Titolo I Templari nell'Alta Lombardia
Autore Alessio Varisco
Pagine 384
Formato 16,5 x 24,0 cm
Legatura Brossura
ISBN 978-88-6433-802-6

Tutte le pubblicazioni

I Templari nell'Alta Lombardia