presentato il volume Vultus Misericordiae in Basilica Romana Minore durante festività del Crocifisso

BESANA IN BRIANZA – Giovedì 18 ottobre 2018 alle ore 21 è stato presentato il volume “Vultus Misericordiae. Il venerato crocifisso di Besana“, del Chiarissimo Cavaliere Professore Alessio Varisco, nella Basilica Romana Minore di Besana in Brianza. La pubblicazione, quattordicesima della collana “Domus Templi” delle Edizioni Effigi, ha il patrocinio della Custodia Terrae Sanctae e del Patriarchatus Latinus Jerusalem, con le prefazioni di Sua Paternità Reverendissima fr. Francesco Patton OFM 168° Custode di Terra Santa e di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme -già 167° Custode di Terra Sancta che gli conferì la Pontificia Crux Aurea Signum Sacri Itineris Hierosolymitani appuntandola al termine di una solenne Celebrazione Eucaristica per gli sforzi resi in una sua precedente pubblicazione sul millenario di Burgum Sancti Sepulchri consegnata al Sommo Pontefice Benedetto XVI durante la sua Visita Apostolica il 13 maggio 2012-.

Ai piedi dell’altare maggiore, al di sotto della scultura esposta per la Solenne Festività del Crocifisso, l’Autore ha espresso le sue ricerche alla presenza dei Soci dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia sezione provinciale Monza e Brianza.

Il Professore ha magistralmente esposto i suoi studi sulla devozione al Santo Volto e sulle diverse rappresentazioni dei Crocifissi moriendi o quelli risorti in Croce. Il Cav. Varisco ha analizzato il processo che ha determinato il vessillo cruciforme, così come i volti acheropiti, gli sviluppi che si sono determinati in Italia e in Europa. Le cosiddette “Croci risorte” dipinte -il Maestro Guglielmo di Sarzana o il Crocifisso di San Damiano- oppure scolpite -il celeberrimo “Santo Volto” della Cattedrale di Lucca e quello della concattedrale di Sansepolcro- sono l’alternativa alle più note Croci dipinte di Cimabue o di Giotto della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, oppure le croci a tutto tondo policrome fiorentine del XV secolo e soprattutto il Crocifisso di Donatello -custodito in Santa Croce-, dalla cui disputa con l’amico Brunelleschi nacque una seconda versione del maestro fiorentino -custodita in Santa Maria Novella a Firenze-, oppure Michelangelo Buonarroti nella fantastica Croce di Santo Spirito ed il suo multiplo Gallino, recentemente acquisito dallo Stato da un antiquario di Torino.

A lungo si è parlato del Crocifisso besanese quale multiplo di quello comense, mentre quello della Basilica Romana Minore di Besana -soprattutto alla luce delle analisi e dell’ultimo restauro- non è la semplice copia dell’Annunciata di Como; in realtà nel Quattrocento ve ne sono moltissimi, in ambito fiorentino, così come anche presso la corte dei signori di Milano, che hanno lasciato testimonianze nella stessa Brianza ben ulteriori copie: ad Ello e a Maresso di Missaglia.

Con grande passione il Prof. Varisco ha magistralmente condotto il pubblico alle sue ricerche approfondendo il typos iconografico delle rappresentazioni di Nostro Signore Gesù Cristo, le Sacre Reliquie provenienti da Gerusalemme -custodite anche in Lombardia (monzese doc, ambrosiano di recente ha ricordato la Corona Ferrea di Monza e il Santo Chiodo di Milano)- si pensi ai cosiddetti “eulogi”, le “ampolline votive” custodite nel Museo del Duomo di Monza, che raffigura l’Anastasi gerosolimitana –ovvero l’edicola della Risurrezione nel complesso della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, riprodotta anche a Milano nella Chiesa di Santa Maria Maddalena al Sepolcro che custodisce un unicum tanto caro a San Carlo Borromeo-.

Non è un caso che l’Amministratore Apostolico del Patriarchatus Latinus Jerusalem abbia introdotto quest’Opera che analizza compiutamente la storia dell’iconografia cristiana della Santa Croce, unitamente al Custode della Custodia Terrae Sanctae. Nel volume si analizza la devozione popolare con una sezione finale sull’eulologia al Crocifisso davvero suggestiva che avvicina i lettori alla ricerca del Volto Misericordioso. È, dunque, la centralità dell’Imago Crucis, che è peraltro il segno che contraddistingue la scelta dei cristiani ad essere “cruce signati”, per cantare il Sommo Pontefice beato Paolo VI «Tu ci sei necessario,/ o Cristo, o Signore, o Dio con noi,/ per imparare l’amore vero/ e per camminare nella gioia/ e nella forza della tua carità/ la nostra via faticosa,/ fino all’incontro finale/ con te amato,/ con te atteso,/ con te benedetto nei secoli./ Amen» (Beato Giovanni Battista Montini, Quaresima 1955); il legame del Legno con i Loca Sancta che sono il “quinto Vangelo” per appropriarci del simbolo del Crocifisso Venerato di Besana, vera immagine del grande amore per quelle terre che nel corso della cristianità.

Al termine della sua presentazione ha conferito il diploma ai nuovi Soci dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia sezione provinciale Monza e Brianza intervenuti.

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Accademia di ricerca
"Domus Templi"

Direzione scientifica:
Dott.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco
Prof.ssa Teodolinda Varisco

Preside:
Mº Prof. Alessio Varisco

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Titolo I Templari nell'Alta Lombardia
Autore Alessio Varisco
Pagine 384
Formato 16,5 x 24,0 cm
Legatura Brossura
ISBN 978-88-6433-802-6

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