Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Oscar Rizzato è tornato alla casa del Padre, l’Arcivescovo già Elemosiniere dei Sommi Pontefici San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Il giorno 13 gennaio 2021, memoria Liturgica di Sant’Ilario vescovo di Poitiers -venerato dai Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis perché grazie a San Bernardo di Chiaravalle vennero definitivamente riconosciuti canonicamente il 13/1/1130-, apprendo della dipartita delll’Arcivescovo -morto la notte – che mi impose il mantello di Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Era il 23 aprile 2015, Memoria Liturgica di San Giorgio megalomartire, quando presentato dal Nobile Giuseppe Rizzani, Delegato di Como (Commendatore di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio), venni rivestito del manto costantiniano nel catino absidale della sublime Abbazia di Sant’Abbondio in Como per mano dell’Arcivescovo che fu l’Elemosiniere di ben due Pontefici e devotissimo, come il sottoscritto, alla Madonna Nera. Ricordo che al termine della Cerimonia Eucaristica si fermò amabilmente con il Cavaliere Professoressa Teodolinda Amalia Varisco, mia mamma, e il Reverendo Don Sergio Zambenetti, mio professore di Religione Cattolica delle medie in quegli anni Prevosto di San Giorgio a Casatenovo ed ora Parroco a Luino. Immediatamente appresa la triste notizia un senso di vuoto mi ha colpito per la mancanza di un maestro ed un Confratello.

Così il 13 gennaio, appreso della scomparsa, decisi immediatamente decisi di sentire il fraterno amico ora Delegato Vicario del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Confratello Illustrissimo carissimo so che eri molto affezionato a Mons. Rizzato. Potresti aiutarci a descrivere la sua infaticabile attività per la sua amata Santa Romana Chiesa?

Difatti, l’Arcivescovo Oscar Rizzato, presule molto conosciuto ed amato in tutta la Valle d’Intelvi, si è arreso al Covid19. Frequentava spesso la Valle d’Intelvi dove trascorreva brevi periodi di vacanza, soprattutto nel periodo estivo. Si è arreso a questo morbo fra martedì e mercoledì, all’ospedale di Padova nella notte del 13 gennaio, l’8 febbraio avrebbe compiuto 92 anni; nacque ad Arsego -frazione di San Giorgio delle Pertiche in provinciadi Padova- nell’anno 1929, ragazzino entrò nel Seminario della Dioecesis Patavina, ricevette il 4 luglio 1954 da Sua Eccellenza Mons. Girolamo Bortignon -Vescovo amico del Sommo Pontefice San Giovanni XXIII- l’Ordinazione Sacerdotale, conseguì la laurea in Lettere Classiche presso l’Universitas Studii Paduani, nel 1961 don Oscar -esperto di Lettere Classiche ed abilissimo latinista- iniziò a lavorare come “minutante latinista” presso la Segreteria di Stato della Santa Sede in pieno Concilio Ecumenico Vaticano II .

Affiancò e incontrò grandi personaggi in Segreteria di Stato partendo dai Sommi Pontefici San Giovanni XXIII -che affiancò dapprima come “minutante”-, successivamente Paolo VI —, e Giovanni Paolo I –di cui era amico-; il Sommo Pontefice San Giovanni Paolo II il 9 ottobre 1987 lo nominò “Assessore per gli Affari Generali” della Segreteria di Stato che il 23 dicembre 1989 lo scelse suo “Elemosiniere Pontificio”, concedendogli il titolo di “Arcivescovo titolare di Viruno” in quello stesso giorno; ricevette l’ordinazione il 6 gennaio 1990 per mano dello stesso Romano Pontefice -assistito da Giovanni Battista Re, allora arcivescovo titolare di Vescovio e futuro cardinale- e da Miroslav Marusyn -arcivescovo titolare di Cadi-. Il 28 luglio 2007 si ritirò dal ruolo di Elemosiniere e risiedette in Vaticano, dopo il ritiro, collaborando con la Parrocchia agostiniana di Sant’Anna dei Palafrenieri presiedendo le Celebrazioni liturgiche e amministrando i Sacramenti e, in particolare, la confermazione; partecipò alle Investiture del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ove anche tu lo hai avuto come Ministro che celebrò quella tua solenne Investitura.

In effetti ricordo quella sua caratteristica “curiositas” che mi dimostrò immediatamente quando gli donai un mio volume

Si era davvero impressionante vedere quanti libri avesse, li leggeva tutti, a volte addirittura trovava i refuse tipografici e li segnalava agli autori. Si è spento l’11 gennaio 2021, all’età di 91 anni, all’ospedale di Padova a causa di complicanze dovute al COVID-19, le Esequie sono state celebrate da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Claudio Cipolla, vescovo, il 16 gennaio nella chiesa parrocchiale di Arsego ed è stato sepolto nel cimitero locale, tra i suoi cari.

Era legato alle terre lusitane, da buon padovano avendo Sant’Antonio francescano nel cuore

Esattamente, come mio papà e come tua mamma -a differenza nostra nominati Ufficiale, io, e Cavaliere della Repubblica, tu, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri- in data 19 novembre 1988 fu nominato «di iniziativa del Presidente della Repubblica» Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; successivamente ricevette il 21 dicembre 1990 l’importante Gran Croce dell’Ordine dell’Infante Dom Henrique direttamente dal governo del Portogallo. Negli anni successivi ha incontrato Sua Altezza Reale don Pedro e ricevette la nomina a Gran Priore degli Ordini della Real Casa del Portogallo qui in Lanzo d’Intelvi.

Tu quando lo hai conosciuto?

Conobbi l’arcivescovo Rizzato nel 1992 in Vaticano e da allora è nata una grandissima amicizia, di cui sono onorato. Lo frequentai quando viveva, in piena attività, la sua carriera come “Arcivescovo Elemosiniere” -ricordo che lo consacrò personalmente in San Pietro durante la Solennità dell’Epifania del 1990- con titolo di “Arcivescovo di Viruno”. L’antica Dioecesis Virunensis oggi è un sito archeologico che si trova nei pressi di Zollfeld -in Austria- ed è un’antica sede vescovile della provincia romana del Norico, suffraganea del Patriarcato di Aquileia. Non ci è dato sapere l’elenco cronotattico dei Vescovi di quest’antichissima sede episcopale; taluni assegnano a questa diocesi l’anonimo Breonensis episcopus menzionato nella lettera inviata all’imperatore Maurizio Tiberio dai vescovi riuniti ad Aquileia nel 591 e vissuto all’epoca dell’imperatore Giustiniano I. Breonensis sarebbe un errore nella tradizione manoscritta per Virunensis. Altri storici invece ritengono che la sede di questo vescovo sarebbe quella Poetoviensis, ossia Poetovio.

Dall’ano 1968 “Viruno” è annoverata tra le cosiddette “sedi vescovili titolari” della Santa Romana Chiesa Cattolica dal Sommo Pontefice San Paolo VI; alla morte dell’Arcivescovo Oscar Rizzato la sede è, dunque, vacante.

Cosa ti ha colpito e ti mancherà di lui?

Da quando lo conobbi nel 1992 mi ha colpito il suo spendersi ed occuparsi della Carità per conto di un Papa straordinario -che certamente lo riconobbe e gli diede un incarico prestigioso-, ma quell’ufficio lo spinse ad andare spesso in giro per il mondo a consegnare ed aiutare. Il Sommo Pontefice Benedetto XVI -riconoscendo le abilità, l’umanità e la straordinaria preparazione intellettuale- gli confermò a tutto il 2007 l’incarico di “Elemosiniere” quando si dimise lui stesso chiedendo, per limiti raggiunti d’età, la sostituzione che non poté a lungo negare.

Io ricordo che guidò numerose liturgie e soprattutto magnifici pellegrinaggi

Nei primi anni del 2000, devoto alla Madonna Nera, incominciò a frequentare la Valle d’Intelvi trascorrendo brevi periodi di vacanze in estate. In particolare, era legato al Santuario della Vergine di Loreto di Lanzo e per anni ha partecipato alle Solennità di fine gennaio presiedendo non soltanto le solenni liturgie, ma anche la processione per sottolineare l’amore alla Madonna lauretana. Come tu sai si creò in Valle questa sinergica amicizia, ed io gli conferii proprio a in Alta Valle d’Intelvi il titolo di Cavaliere dell’Ordine Costantiniano. Non potrò scordare le occasioni in cui ha potuto amministrare la Cresima ai ragazzi di Lanzo e Ramponio, facendosi ricordare a distanza di anni da tutti coloro che parteciparono, ammirati, alle sue celebrazioni -semplici, ma così spirituali- ascoltando attentamente le omelie che parlavano dei Pontefici che servì nel suo “servizio”.

Con lui se ne va una parte della memoria storica del XX secolo?

Con grande tristezza non ti nego che lui scompare un pezzo della storia della Chiesa contemporanea. In questi anni come Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Costantiniano e successivamente come “Gran Priore degliOrdini della Real Casa del Portogallo” ho avuto modo di apprezzare la sua enorme carità, la sua amabile disponibilità e generosità, ma soprattutto il Signore mi ha dato la fortuna di poter ammirare la sua preghiera. Hai ragione nel dichiarare che se n’è andato un pezzo di memoria che, ne sono certo, mancherà a molti di noi.

Ovviamente non potevo celebrare un ricordo senza dimenticare un proposito ed un sogno: il premio “Monsignor Oscar Rizzato, Arcivescovo”. Che ne pensi?

Sappiamo che tu sei enciclopedico, mi hai sempre stupito come artista poliedrico -nipote di un futurista e figlio di una pittrice-, ma questa volta mi hai “sciolto” e stemperato questo momento di grande tristezza per la perdita di un Amico e di una vera e propria guida. Quindi aspetto questa magnifica ricorrenza che celebrerà l’Arcivescovo Rizzato. Bravissimo Alessio!

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Accademia di ricerca
"Domus Templi"

Direzione scientifica:
Dott.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco
Prof.ssa Teodolinda Varisco

Preside:
Mº Prof. Alessio Varisco

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Titolo I Templari nell'Alta Lombardia
Autore Alessio Varisco
Pagine 384
Formato 16,5 x 24,0 cm
Legatura Brossura
ISBN 978-88-6433-802-6

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