Venerdì 13 ottobre in piazza Duomo a Milano presentiamo il volume “I Templari nell’Alta Lombardia”

Venerdì 13 ottobre Anno Domini 1307 è la data maledetta dell’arresto dei Templari, ordinato da Filippo IV -detto “il Bello”-, re di Francia, l’unico monarca che falsificò il proprio conio perché in bancarotta. Nell’immaginario collettivo, in particolare nel territorio francese, sappiamo che questa data è infausta, a causa della barbarie.

Quest’anno verrà presentato il tredicesimo volume della collana “Domus Templi” del Chiarissimo Cavaliere Professore Alessio Varisco dal titolo “I templari nell’Alta Lombardia” alle ore 18 presso il Circolo ex Cobianchi in Piazza Duomo 19/a; a moderare la Dr.ssa Elena Fontanella, Archeologa e Giornalista, interverranno l’Autore e la Dr.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco, Direttore “La via dei Templari” e a portare i saluti il Dr. Riccardo Bertollini, Presidente ATS CoBianchi.

L’opera ha la presentazione del Cav. Franco Guidetti, Governatore Distretto Lion Ib1, e la prefazione di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Angelo Mascheroni, Vescovo, con postfazione della Dr.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco, Giurista e Direttore “La via dei Templari” che ha approfondito il processo penale in epoca medievale, trascrivendo quanto detto durante il convegno organizzato da Lions Clubs International nell’ottobre 2015 durante l’esposizione internazione di Expo2015.

Il volume è composto di un’ampia trattazione sulla storia dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, con un’eccellente apparato bibliografico, sulle vicende del fortunoso sviluppo dei Cavalieri dal bianco mantello e dalla croce rossa vermiglia, della presenza in Italia, con particolare riferimento all’Alta Lombardia: fra’ Dalmazio da Verzario fu il primo “Minister Templi” di Lingua Italiana che scortò militarmente l’Abate Bernardo di Clairvaux durante il soggiorno milanese. Il giovane Miles Templi ebbe un compito gravoso a proteggere dai milanesi schierati con l’antipapa il cistercense San Bernardo; peraltro quest’ultimo scrisse qualche anno prima per i Templari il celeberrimo testo “De Laude Novae Militiae” che è l’elogio della nuova Cavalleria e manifesto dell’etica cavalleresca. A Milano, nei pressi della Basilica Apostolorum, i Cavalieri del Tempio fondarono una Domus Templi, successivamente ad Aicurzio fu costruito Castel Negrino e La Commenda -nelle terre del rio Vallone che a quel tempo era navigabile per portare da Cismare in Ultramare armature, panni di lana, foraggio, destrieri ed armi-, a Montesordo di Cermente un hospitium con chiesa priorale dedicata ai Santi Biagio, Leonardo e Margherita.

L’ultimo “defensor Templi” è il Beato Rainaldo da Concorezzo, figlio di una nobile schiatta di giureconsulti milanesi ed Arcivescovo di Ravenna, che non impiegò la tortura come mezzo per estorcere le confessioni; un metodo questo penalmente moderno che anticipa di quasi mezzo millennio il Cesare Beccaria. Il processo ai Templari nell’Alta Italia portò all’assoluzione con formula piena di tutti i Cavalieri Templari, dimostrando una capacità di umanità davvero unica: il Sommo Pontefice Clemente V, il papa che accondiscese al trasferimento del papato ad Avignone -consentendo la cosiddetta “cattività”-, esportò oltremanica nelle terre inglesi e scozzesi l’estorsione della “confessione” -un vero e proprio eufemismo- a mezzo di tortura. Rainaldo supervisionò la costituzione di un apposito collegio giudicante sui Milites Templi, interrogò direttamente tutti i Vicari Giudiziali e i Vescovi Diocesani sull’affaire templare non riscontrando eretici o singoli abusi, nessuno dei molti capi citati nelle diverse bolle pontificie fu trovato dall’Arcivescovo di Ravenna e Rettore della Romagna che, invece, procedette in maniera scrupolosa e anticipando, in ambito medievale, la giurisprudenza moderna.

La soppressione dei beni templari, il passaggio -a titolo oneroso- ai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, di Cipro che in quegli anni stavano conquistando Rodi e il Dodecaneso, mantenne in taluni casi i toponimi templari, delle volte la sostituzione delle chiese dalla Beatissima Vergine -solitamente “Sancta Maria de’ Templo”- al Precursore -modificandosi in “San Giovanni del Tempio”-. Tutte queste strutture hanno lasciato sul territorio lombardo diversi importanti attestazioni del passaggio delle Sacre Milizie donando anche un’importante vocazione ospedaliera a certe aree metropolitane, si veda “Via della Commenda” a Milano, luogo in cui sorse la caserma-convento dei templari a Milano e che nel passaggio ai Giovanniti divenne “Commenda di Santa Maria del Tempio e Santa Croce” retta per quasi mezzo secolo da Fra’ Gabriele del Bene, cavaliere di San Giovanni di Gerusalemme, di Cipro e di Rodi nella seconda metà del Cinquecento. Questo grande Commendatore lasciò ai caratesi la chiesa del “Giesolo” -dedicata a Santa Maria Maddalena- che è la gemella della magnifica San Bevignate a Perugia, complesso già templare passato poi alle monache Giovannite a seguito della sospensione dell’Ordine del Tempio.

Un libro da leggere per scoprire la storia dei leggendari Cavalieri, ma soprattutto per visitare questi stupendi luoghi della Lombardia.

presentazione del volume "I Templari nell'Alta Lombardia", tredicesimo della collana Domus Templi Effigi.

presentazione del volume “I Templari nell’Alta Lombardia”, tredicesimo della collana Domus Templi Effigi.

Lascia un commento

Accademia di ricerca
"Domus Templi"

Direzione scientifica:
Dott.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco
Prof.ssa Teodolinda Varisco

Preside:
Mº Prof. Alessio Varisco

In evidenza

Titolo Nel mio nome
Autori Alessio Varisco, Chiara Benedetta Rita Varisco
Pagine 496
Formato 16,5 x 24,0 cm
Legatura Brossura
ISBN 978-88-6433-541-4

Tutte le pubblicazioni

Nel mio nome