Videoconferenza del Professore Alessio Varisco sugli Ordini Cavallereschi in Italia

SOMMA LOMBARDO (VA) – Venerdì 22 gennaio 2021 si è svolta la Lectio Magistralis di apertura delle lezioni, in modalità remota, dall’interessante titolo “Gli Ordini Cavallereschi in Italia” organizzata dall’U.A.T.E. (Università degli Adulti e Terza Età) Città di Somma Lombardo, dall’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia sezioni di Monza e della Brianza con Varese e provincia in intermeeting con il Lions Club Carate Brianza Cavalieri.

Ad introdurre il gradito ospite è stato il Cavaliere Danilo Francesco Guerini Rocco che ha presentato le numerose abilità del Chiarissimo Cavaliere Professore Alessio Varisco, autore di molti libri sugli ordini dinastici e del volume “Gli ordini cavallereschi Italiani. I sistemi premiali conferiti e riconosciuti dalla Repubblica Italiana” per il quale ha già scritto il Capo di Stato e il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il PDG Guerini Rocco, Past Governatore Distretto LION 108 Ib1 (annata lionistica 2011/2012), ha così preso la parola: «questo pomeriggio avete l’onore di poter ascoltare il Professore che è uno studioso della simbolica artistica, la più grande autorità sull’interpretazione del fenomeno cavalleresco e dei simboli. Alessio Varisco è un amico: Melvin Jones Fellow, Officer Distrettuale alla Cultura per il Distretto LION 108 Ib1, fondatore del Lions Club Carate Brianza Cavalieri, oltre che l’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia sezioni di Monza e della Brianza. Molteplici delle sue pubblicazioni nelle maggiori biblioteche universitarie all’estero, ma è soprattutto la Cultura, che conta, e che può trasformare il mondo. Occorre ringraziare lui, oltre che sua mamma e sua sorella, tanto fanno per la società civile; io e i Varisco abbiamo in comune l’amore per il mondo che ci circonda, così come il servizio verso i più bisognosi. Infatti, a 39 anni è stato nominato “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” proprio per alti meriti culturali, ma anche per le sue spiccati doti caritative».

Il Cav. Prof. Alessio Varisco ha preso la parola, ringraziando le persone sintonizzate -oltre una settantina- per ascoltare la sua lezione iniziale che è partito presentando una riproduzione della magnifica “bolla Piae postulatio voluntatis” del Sommo Pontefice Pasquale II con la quale il 13 febbraio 1113 eresse canonicamente l’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme; è poi passato a citare il “De laude novae militiae” di San Bernardo di Chiaravalle che ispirò non soltanto i Templari, creati il 13 gennaio 1130, ma anche e soprattutto la Cavalleria (e persino i cicli cosiddetti “cavallereschi” d’Oltralpe). Ha sottolineato il reiterarsi del simbolismo numerico “tredici” nelle due date di riconoscimento canonicamente rispettivamente dell’Ospedale e, diciassette anni dopo, del Tempio. Il Professore ha scritto degli Ordini Militari, in particolare, dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis che dopo oltre un secolo e mezzo -impegnati per la difesa degli ultimi nei Loca Sancta e delle alture del Santo Sepolcro- vengono messi sotto processo per l’ingordigia di Filippo IV -detto “il bello”- che chiese ed ottenne al Sommo Pontefice Clemente V -colui che trasportò il papato ad Avignone (autore silenzioso della cosiddetta “cattività babilonese”)- l’arresto dei Templari. Nell’Italia Settentrionale è importante sottolineare che il Beato Rainaldo da Concorezzo, arcivescovo di Ravenna, fu l’ultimo difensore dei Milites Templi poiché impedì non soltanto nella Romagna, ma in tutta l’alta penisola italica, l’estorsione delle confessioni a mezzo di torture. Il Professore si farà portavoce in Regione Lombardia per il riconoscimento di questo insigne giurista, figlio di giusperiti e alti funzionari della politica milanese, che costituì una cattedra di diritto a Lodi, oltre ad aver impedito in tutta l’area settentrionale la barbarie delle torture -con circa mezzo millennio di anticipo sul Cesare Beccaria, da un punto di vista giuridico-.

Dagli “ordini crociati” agli “ordini di Collana”, si pensi all’Ordine della Santissima Annunziata (dei Duchi di Savoia) e all’Ordine della Giarrettiera (in ambito anglosassone) che divengono l’élite del fenomeno cavalleresco (i membri possono dare del tu al monarca e, soprattutto, devono giurarsi la pace). Nasce, sempre a partire dal XIV secolo, anche lo “stipendium dignitatis”, si pensi a Giorgio Castriota in Albania, e successivamente con il sorgere del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire (che, ha sottolineato il Prof. Varisco, è riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteri) le Commende: di Anzianità, di Grazia ed, in ultimo, di Patronato (una sorta di fidecommesso). Questa particolare “sacra militia” sorse nel 1561 con il riconoscimento canonico da parte del Sommo Pontefice Pio IV che diede in perpetuum il gran magistero al “Dux Florentia et Senarum”, sotto la Regula Sancti Benedicti; emulo dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, di Cipro, di Rodi e infine di Malta sopravvisse al passaggio del gran magistero agli Asburgo Lorena, nel 1737 all’estinzione della Casa de’ Medici, e quando esaurì la sua vocazione, similmente ai Giovanniti, marinaresca trasformò la propria “accademia dei Cavalieri” da studi in ingegneria navale in ingegneria idraulica. Non più “guerre di corsa”, bensì si assistette alla bonifica di aree palustri, le cosiddette “maremme”: grossetana (quella litoranea), le Chiane (in ambito continentale, la Val di Chiana). Questo il primo ordine che poggia sulla nuova classe, dei non Nobili -così come denuncia l’insigne giurista Pompeo Neriche scrisse note negative ai granduchi lorenesi-, e per creare consenso popolare il Granduca concede il “titulus” di Milite incamerando nella milizia stefaniana i beni che resteranno ad un utilizzatore (che indicherà “quarte” ed eventuali “affini”, in caso di estinzione della propria famiglia).

Il primo “sistema premiale” -così come possiamo intenderlo oggi- è l’Ordine del Merito sotto il titolo di San Giuseppe, sempre in ambiente toscano, che sorse nel 1817 e più somiglia a quelli moderni: costituito di tre sole classi (Gran Croce, Commendatore e Cavaliere) è oggi e dinastico cavalleresco di collazione della Imperiale e Real Casa d’Asburgo Lorena di Toscana (e come quello stefaniano è riconosciuto dal M.A.E.).

Passando al Ducato di Parma e Piacenza -l’origine farnesiana della Sacra Militia costantiniana- il più importante è il Sacro Imperiale Angelico Ordine Costantiniano di San Giorgio -che si distingue, a livello faleristico, da quello duo siciliano per l’omega minuscola sulla croce costantiniana-; mentre dal 1836, nacque a Lucca, l’Ordine del Merito sotto il titolo di San Lodovico (simile a quello giuseppino toscano, anche per questo gli insigniti possono chiedere al M.A.E. l’autorizzazione porto insegne per la Repubblica Italiana).

Inoltre, il Regno delle Due Sicilie -tra i molteplici Ordini Equestri (l’Insigne e Reale Ordine di San Gennaro, il Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il Reale Ordine di Francesco I, il Reale e Militare Ordine di San Giorgio della Riunione)- ha oggi riconosciuti due ordini: quello di San Gennaro e quello Costantiniano (di entrambi i Rami, Madrid e Napoli, gli insigniti possono chiedere l’autorizzazione al M.A.E.).

Sino a qui -tralasciando Ordine dell’Aquila estense (del Ducato di Modena e Reggio)– tutti ordini cosiddetti “pre unitari”; ma successivamente all’Unità d’Italia sorse il primo dedicato alla “Corona d’Italia” e, successivamente, l’Ordine al Merito Agricolo e Industriale -poi detto “Merito del Lavoro” (in un’unica classe)-, l’Ordine Militare di Savoia (che già esisteva, ma modificò in un’altra faleristica), l’Ordine della Stella Coloniale, oltre ai già esistenti –Ordine della Santissima Annunziata e dei Santi Maurizio e Lazzaro-.

Alla costituzione della Repubblica Italiana gli unici due che proseguiranno sono quelli del Lavoro e Militare, l’unico repubblicano era l’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana –27 gennaio 1947, ma non era il primario e coesisteva con ordini creati durante la Monarchia costituzionale italiana (veniva concesso solamente agli italiani residenti all’estero a quei cittadini stranieri che contribuirono alla ricostruzione del nostro Paese); per un quinquennio, da quel 2 giugno 1946 che modificò il tracciato costituzionale, si assiste alla mancanza di veri sistemi premiali sino alla Legge del 3 marzo 1951, n. 178, che istituisce l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Quest’ultima diviene la legge quadro che non solo non riconosce gli ordini della Real Casa di Savoia, ma addirittura li divieta. Successivamente -oltre all’O.M.L., O.M.R.I., O.M.I. e l’O.S.S.I.- sorse un Ordine per i Reduci -l’Ordine di Vittorio Veneto, oggi quiescente- e il primigenio Ordine della Stella della Solidarietà divenne “Ordine della Stella d’Italia” (con la Legge 3 febbraio 2011 n.13) si assistette all’esclusione degli ordini cosiddetti austriaci, così come quelli sabaudi, questa la “ratio” degli ordini oggi riconosciuti.

Tra i sistemi premiali italiani non possiamo escludere gli Ordini Pontifici che ad oggi sono: l’Ordine Supremo del Cristo, l’Ordine dello Speron d’oro detto anche “della Milizia Aurata”-, l’Ordine Piano, l’Ordine di San Gregorio Magno e l’Ordine di San Silvestro papa; oltre a quello di subcollazione pontificia: l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tutti gli insigniti pontifici -e dell’O.E.S.S.G.- devono inviare richiesta di autorizzazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Cavalleresco pro Merito Melitensi non abbisognano di nessuna autorizzazione. L’Ordo Fratrum Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem -comunemente detto “ordine teutonico”- retto dal cosiddetto “Hochmeister” -che significa alto maestro-, dal 1923 è divenuto Ordine Canonicale -con a capo un abate mitrato- e i Marianen risulterebbero “terziari” -così come i domenicani o francescani-.

In ultimo, il nostro Stato, riconosce anche gli ordini sammarinesi: l’Ordine equestre per il merito civile e militare e l’Ordine di Sant’Agata conferiti dai Capitani Reggenti della Serenissima Repubblica del Monte Titano.

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Accademia di ricerca
"Domus Templi"

Direzione scientifica:
Dott.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco
Prof.ssa Teodolinda Varisco

Preside:
Mº Prof. Alessio Varisco

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Titolo I Templari nell'Alta Lombardia
Autore Alessio Varisco
Pagine 384
Formato 16,5 x 24,0 cm
Legatura Brossura
ISBN 978-88-6433-802-6

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